domenica

DAL FASCIO ALLO SFASCIO Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo



Antonella Randazzo

DAL FASCIO ALLO SFASCIO
Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo


Le parole ricorrenti sui giornali stranieri che puntano l’attenzione sull’Italia non sono affatto lusinghiere: c’è chi scrive “Berlusconi buffone”, chi parla di un pericolo “bancarotta dello Stato” , e chi invoca il “salvataggio”.
Cosa sta accadendo in Italia?
Perché ci troviamo così bersagliati?
Perché gli italiani sono sempre più poveri?
Perché l'Italia dovrebbe svendersi ai cinesi?

Questo libro nasce per capire meglio la situazione in cui ci troviamo, e soprattutto per far emergere i modi possibili per uscire dalla situazione attuale.

Per affrontare una situazione bisogna prima capirla bene. Per dirla con il giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio”.

Il libro considera la migliore produzione editoriale sulla Storia d’Italia, mirando a dare una panoramica chiara e semplice di quello che gli italiani hanno vissuto dall’avvento del fascismo fino all’epoca attuale, dal punto di vista sociale, politico, economico e finanziario.
L’obiettivo è quello di andare oltre la propaganda, trovando gli elementi che determinano i fatti dei nostri giorni e i potenziali per uscirne.



INDICE


INTRODUZIONE....................................................................7

CAPITOLO I - COME FU IMPOSTO IL FASCISMO ……....13
Par. I. 1 - Gli italiani e il fascismo
Par. I. 2 - Il culto della personalità
Par. I. 3 - Antifascismo vero e falso
Par. I. 4 - La Seconda guerra mondiale
Par. I. 5 - Resistenza e occupazione

CAPITOLO II – IL DOPOGUERRA ….................................99
Par. II. 1 - Il limite allo sviluppo
Par. II. 2 - Enrico Mattei

CAPITOLO III – GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE ..133
Par. III. 1 – Pace e guerra
Par. III. 2 – Sessantotto e oltre

CAPITOLO IV – LA GLOBALIZZAZIONE E
L’ECONOMIA ITALIANA ..….............................................179
Par. IV. 1 – La guerra di Oriana
Par. IV. 2 – Il berlusconismo
Par. IV. 3 – Economia e Finanza
Par. IV. 4 – Cause dei problemi italiani
Par. IV. 5 – Cos’è il Debito Pubblico
Par. IV. 6 – Gli italiani e la situazione economica

CAPITOLO V– L’ITALIA DEL NUOVO MILLENNIO ..…273
Par. V. 1 – Italiani in divenire
Par. V. 2 – Il Gruppo sociale
Par. V. 3 – Chi può cambiare l’Italia?
Par. V. 4 – Il nuovo Risorgimento italiano

BIBLIOGRAFIA.................................................................355



INTRODUZIONE


Molti giornali esteri ci descrivono come un Paese in grave declino, con problemi gravissimi. Scrive Charlotte Jacquemart sul giornale svizzero "Neue Zürcher Zeitung": “L’Italia soffre la penale Berlusconi”. Il giornale spagnolo "El País" scrive: “Berlusconi si è trasformato in un populista senza popolo e non c’è nulla di più patetico né di più dannoso”. Aggiunge il giornale brasiliano "Monitor Mercantil": “L’unificazione italiana, vecchia di più di un secolo e mezzo, è un esempio caratteristico di come l’unificazione monetaria ed economica, insieme all’unificazione politica di una regione specifica, invece di sfociare nell’eliminazione delle disuguaglianze nei territori lontani dal centro, possano aumentarle e portarle a un punto di massima esasperazione… In Italia non è solo Berlusconi ad essere in crisi, ma la stessa Seconda Repubblica nata dalle ceneri della Prima, all’inizio degli anni ‘90, e dopo la decadenza della Democrazia Cristiana.”
Si legge sul giornale svizzero "Basler Zeitung": “Il miracolo Berlusconi è finito. Le possibilità che possa sopravvivere alle prossime elezioni politiche sono davvero scarse… Molti italiani sicuramente ne hanno abbastanza degli scandali… L’Italia certo in confronto è uscita bene dalla crisi, e gli italiani sono degli attenti risparmiatori, ma notano che ora non si va avanti”.
La pubblicazione brasiliana "Diário Comércio, Indústria & Serviços" si avventa contro il nostro Paese parlando di “Farsa italiana”. E addirittura, l’economista della New York university, Nouriel Rondini scrive: “In Giappone si rischia di avere presto il sesto premier in soli 5 anni in termini di instabilità politica, peggio dell’Italia degli anni 1960-70! Con l’aggravante che lì c’è un buffone come Silvio Berlusconi.”
Ma qual è la vera situazione del nostro Paese, e come hanno influito i fatti accaduti quest’anno?

Questo libro nasce per capire la situazione dell’Italia nelle sue caratteristiche che la accomunano ad altri Paesi europei e negli aspetti particolari italiani.
Partiamo da un periodo assai importante della nostra Storia, che anche oggi può farci capire molto dell’Italia. Per dirla col giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio” (1).

I muri maestri della Finanziaria non possono essere toccati. Affrontiamo una situazione che non si era verificata negli ultimi 25 anni. Il risultato è notevole e la maggioranza può rivendicarne la piena paternità... So che vengono mosse delle critiche a questa Finanziaria. Dicono che bastavano 15 miliardi, ma sarebbero stati solo per il risanamento. Che è fatta solo di tasse, e invece i tagli ci sono. Che mancano le riforme, ma è difficile farle con la finanziaria. La strada delle riforme va programmata e non sarà indolore. Dicono anche che la Finanziaria punisce l'impresa ma questa ne è invece l'unica beneficiaria. Che non ha una missione, ma spetta a noi indicarla sapendo che il problema non è evitare l' uscita dall'Ue ma di spiegare che qui lavoriamo per un paese con orizzonte più alto. (2)


Chi ha detto queste parole? Berlusconi da recente? No, Tommaso Padoa-Schioppa nel 2006, quando era ministro dell'Economia del secondo Governo Prodi.
Bisogna capire perché da anni le nostre autorità ci ripetono sempre le stesse cose, come una litania.
Ci viene chiesto un sacrificio con la promessa di un miglioramento, ma passano gli anni e siamo sempre al punto di prima, anzi le cose peggiorano. Siamo arrivati a ben due manovre nell’arco di soli due mesi, una di oltre 54 miliardi, dopo i circa 47 miliardi della manovra di luglio.
Chi incassa tutti questi miliardi?
Perché da tempo ormai le nostre autorità non parlano di sviluppo economico e di occupazione?
Perché molte aziende falliscono o si trovano in serie difficoltà e il governo non fa nulla?
Perché cresce il precariato e la disoccupazione ma il governo non da’ a questi problemi il peso che dovrebbero avere?
Negli ultimi tempi i mass media hanno seminato ansia e insicurezza gridando alla “crisi”.
Ma qual è la causa di questa “crisi” e di tanto allarmismo?

Questo libro racconta la Storia d’Italia come mai è stata raccontata, per poter mettere in chiaro le caratteristiche peculiari del nostro Paese, la situazione degli ultimi anni, e i potenziali per uscire dal pantano in cui oggi l’Italia si trova.
Quest’anno le nostre autorità hanno organizzato la festa del 150° anniversario dell’Unità.
Che significato hanno avuto questi festeggiamenti?

Bartoli, si stupì nel vedere un’insegna che diceva “Gelati all’italiana”. Egli notò che il termine “all’italiana” da tempo è utilizzato in modo ironico e dispregiativo, come si può capire da un titolo dato ad un film divertente del 1961, "Divorzio all’italiana".
Fare “all’italiana” è stato inteso come fare in modo approssimativo, confuso, disordinato, furbesco e poco onesto. Mentre molti francesi e inglesi non difettano in sciovinismo, e lo slogan più diffuso tra gli americani è “ti meriti l’America!”, diversi autori, riguardo agli italiani, parlano di “patriottismo capovolto”.
Gli italiani sarebbero più orientati a trovare i difetti della propria nazione piuttosto che i pregi. A testimonianza di questo ci sono gli usi del linguaggio comune, come osserva Bartoli:

“Espressioni come ‘genio italico’, ‘patria del diritto’, ‘primato italiano’, eccetera, hanno rovesciato esattamente il loro significato: prima esaltavano, ora deridono il sentimento nazionale. Non che manchino i motivi, i fatti, gli episodi, i personaggi per arricchire e popolare la tragica e grottesca epopea. Il nuovo pantheon che i patrioti capovolti hanno edificato per il loro culto è pieno di figure e di motti, e celebra date memorabili e imprese leggendarie. Anzi, è così denso di avvenimenti e di eroi che i suoi temi possono passare dalla descrizione entusiastica delle vergogne militari a quella della corruzione civile, alternando sapientemente il racconto della viltà degli italiani (vera o immaginaria) alla dimostrazione della loro incapacità di governarsi e a lasciarsi governare. Gesta Dei per italos. Questo modo di ragionare è diffuso, dove più dove meno, in ogni ceto, partito o gruppo perché ognuno trova qualche motivo di protesta e di risentimento contro la comunità nazionale… Da tutte le parti dello schieramento politico, così, le critiche più aspre, le denunce più insultanti, convergono nell’attacco contro l’astrazione chiamata Italia. ‘Questo Paese!’, ‘Che Paese!’ esclamano i critici, i denunciatori come se non fosse il loro Paese. De Grulle parlava della sua patria come di una persona viva e sacra: Notre dame la France. Per molti di noi, invece, l’Italia è diventata un diavolo, sia pure bonario il più delle volte. Le accuse muovono da punti di vista diversi, e diversi sono i fatti contestati, ma la violenza delle espressioni è pressappoco la stessa. L’unanimità si fa nella condanna senza scampo dell’Italia, cioè di noi stessi. La strana concordia nazionale sorge da stati d’animo e interessi contrastanti, ed è in realtà lo specchio delle nostre insanabili divisioni. Da essa non viene una manifestazione di solidarietà sia pure perversa: ne deriva un’altra serie di motivi di profonda lacerazione, attenuati soltanto dallo scetticismo alla fine trionfante in tutti e su tutto… Sostengo… che il tono del pessimismo trionfante è spesso eccessivo e odioso, e che, se si vuole salvare l’Italia, bisogna, prima o poi, rovesciare questa tendenza distruttiva.”(3)


Se questa considerazione è vera, occorre capire da cosa deriva e come influisce sui fatti del nostro Paese la tendenza italiana al pessimismo e ad avere uno scarso orgoglio italiano. Di certo ci sono parecchi giornalisti e pseudo-intellettuali che hanno sfruttato questa tendenza italiana per attirare l’attenzione e convincere. Nel panorama dei giornalisti e scrittori non è difficile trovare chi particolarizza la situazione italiana, la riduce alle beghe politiche e ad un gruppo di corrotti e mafiosi, di cui denuncia le malefatte, convinti che altri paesi, persino l’Albania, siano migliori del nostro. Non meno rari sono quelli (politici, giornalisti o scrittori) che vorrebbero risolvere i problemi italiani con le loro frasi dette senza approfondire la complessa situazione: “bisogna che ci sia un ricambio della classe politica”, “il cittadino deve essere attivo”, o “la classe politica è debole”, “siamo colpiti perché non c’è dialogo politico”, oppure "Serve un governo tecnico", ecc.
In questo libro si parla anche di come i problemi italiani vengono intesi dalle autorità, e di quello che i mass media non dicono, lasciando incomprensibili alcuni fatti importanti.
La domanda principale è: Perché uno dei paesi più belli del mondo, con un patrimonio storico, artistico, e paesaggistico che non ha eguali, è sempre più sceso in graduatoria persino nel settore del turismo?
E che dire del settore della moda, in cui l’Italia ha sempre primeggiato?
Perché l’imprenditoria italiana si trova così in difficoltà?
Cosa sta accadendo all’Italia?
Serve ancora chiedere, come fanno alcuni, un “ricambio della classe politica” o un “governo forte”?

Se approfondiamo, notiamo che c’è un settore che non soltanto non ha crisi, ma ha avuto un incremento enorme: da circa 14 miliardi del 2001 è salito a oltre 60 miliardi del 2010.(4) Si tratta del mercato italiano del gioco d’azzardo. Negli ultimi anni i giochi numerici (SuperEnalotto e WinForLife) hanno incrementato le entrate miliardarie, come tanti altri giochi.
Cosa sta succedendo per indurre milioni di italiani a credere che soltanto la strada della “fortuna” possa dare loro il benessere economico?
Cosa si sta vivendo oggi in Italia?
Quando la nostra attenzione va al passato, e vediamo le folle che osannavano Mussolini ci chiediamo: com’è stato possibile? Com’era possibile acclamare persino un annuncio di guerra?
Com’era possibile non accorgersi di quello che stava realmente accadendo?
Come potevano gli italiani dell’epoca essere così ignari e obbedienti al regime?
Il libro spiega come fu possibile tutto questo, provando che è più facile capire il passato che il presente, dovendo, nel caso in cui gli eventi riguardano le nostre vite, avere a che fare con la nostra situazione emotiva ed esistenziale.
Ogni popolo si trova in un contesto sociale, culturale, mediatico e politico, e dall’esterno riceve determinate informazioni e stimoli. E’ questo contesto ad avere potere nel determinare la comprensione degli eventi che accadono, inducendo a far propri determinati significati avallati dal mainstream e dalle autorità, o ad andare oltre.
Più un sistema è corrotto, più le autorità che giustificano e avallano quel sistema avranno bisogno di produrre significati divergenti dalla verità, producendo una serie di menzogne che hanno lo scopo di proteggere quel sistema.
Le domande che emergono sono: Quanti cittadini ad oggi sono spinti ad accettare ciò che non dovrebbero accettare? Quanti hanno il coraggio di ragionare in modo autonomo rispetto alle fonti ufficiali? Quanti sono disposti ad applaudire quel politico che appare autorevole, senza approfondire a chi realmente è asservito?
Il libro considera la specificità della situazione italiana, analizzando fatti storici e sociali, che permettono di chiarire eventi e scelte che determinano la situazione italiana dei nostri giorni.
I fautori del Risorgimento dicevano che bisognava “fare gli italiani”, dopo si è parlato di “fare l’Europa”, ad intendere quell’unità economica e finanziaria che oggi più che mai appare fragile, quando non pericolosa e inquietante.
Il libro analizza anche tutti i passaggi importanti che hanno condotto ad aderire all’Unione Europea, e le conseguenze che si ebbero. Mettendo a fuoco i fatti finanziari, economici, e politici più importanti vissuti dagli italiani negli ultimi decenni, è possibile capire appieno il significato della “crisi” degli ultimi anni, e soprattutto cosa sta accadendo nella società civile, e cosa potrà accadere in un futuro assai prossimo.


NOTE

1) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", Editoriale Nuova, Milano 1981, p. 41.
2) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/29/offensiva-di-fassino-rutelli-piu-riforme.html
3) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", op. cit., pp. 90-91.
4) Fonte: Quotidiano.net


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE

- Come fu imposta l’ideologia fascista?
- Che tipo di società si ebbe in seno al fascismo?.
- Quali fatti importanti della Seconda guerra mondiale non sono stati detti?
- Cosa possono imparare gli italiani di oggi dalla conoscenza del periodo del fascismo?
- Chi erano realmente gli antifascisti?
- Quali furono le caratteristiche del dopoguerra dal punto di vista politico, economico e finanziario?
- Quali furono i fatti significativi della Resistenza?
- Quali sono i rapporti dell’Italia con l’Europa e il resto del mondo?
- Cos’è la Globalizzazione?
- Cos’è il neoliberismo?
- Quali sono i prodotti finanziari più diffusi e come incidono sull’economia?
- Quali sono gli avvenimenti più importanti degli anni Ottanta e Novanta?
- Quali sono le caratteristiche più importanti dell’Italia del nuovo millennio?
- Che effetti sta producendo la crisi del 2011 nel nostro Paese?
- Quali sono i potenziali degli italiani?
- Chi incassa il debito pubblico?
- Come agiscono e quali sono i Movimenti, i Partiti e le Associazioni che si sono formati in Italia negli ultimi anni?
- Che progetti di cambiamento politico, economico e finanziario esistono?



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martedì

DISSIMULAZIONI MASSONICHE

COSA SONO E COME OPERANO LE RETI MASSONICHE DAL XVIII SECOLO AI NOSTRI GIORNI

Di Antonella Randazzo



Nell’Ottocento, il popolo italiano capiva che i politici e la Corona erano controllati dalla massoneria, e provava disagio per questo. Lo studioso Matteo S. Giordano spiegava: “Chi volesse pigliarsi il fastidio di leggere tutti i discorsi della Corona, fatti in Italia dal 1860 sin’oggi, troverebbe che i Ministri de’ diversi partiti, succedutisi in ogni tempo, han mai permesso che in quella solenne ricorrenza fosse profferita la parola di Dio; e alla Provvidenza han fatto sostituire il caso e la fortuna della stella d’Italia (a cinque punte! Mi spiego?), alla fede in Lui quell’altra nel progresso della scienza e nell’avvenire della patria”.

Cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? Per quale motivo, nel corso dei secoli, è diventata il tabù dei tabù?
E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Come mai nelle maggiori indagini della magistratura emergono gruppi di affiliati massoni che agiscono in modo truffaldino o criminale? Perché molti mafiosi sono affiliati alla massoneria?
Sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ma nessun libro, prima di questo, ha spiegato con chiarezza il ruolo delle reti massoniche nel sistema di potere attuale.
In questo libro emerge una sorta di “schizofrenia” del fenomeno massonico. La massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, emerge il senso di questa rete di potere e controllo, si comprende chi la capeggia e gli effetti che produce nella realtà. Il testo percorre le fasi storiche più importanti della massoneria, facendo luce su come i più importanti fatti storici, economici e finanziari siano strettamente legati a questo fenomeno.
Il libro tratta anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.



INDICE

INTRODUZIONE................................................................5

CAPITOLO I - Le dissimulazioni massoniche ……............23
Par. I - Il B’nai B’rith
Par. II - L’Ordine dei Templari
Par. III - Società massoniche dichiaratamente violente e razziste
Par. IV - Massoneria anglo-americana oggi

CAPITOLO II - Massoneria in Italia ….........................102
Par. I – Risorgimento massonico insanguinato
Par. II - La Loggia Propaganda
Par. III - Massoneria e finanza
Par. IV- L'Istituto per le Opere di Religione (IOR)
Par. V - Allusioni nei mass media

CAPITOLO III – Oltre la dissimulazione ..…................183
Par. I – Un altro percorso iniziatico
Par. II - I Rosacroce
Par. III – I pochi e i molti
Par. IV - Simbologia Massonica
Par. V - Massoneria e satanismo

CAPITOLO IV – Gli adepti .………….............................245
Par. I - Reclutamento per lavaggio del cervello
Par. II – Gli adepti all’Opus Dei
Par. III – Paura, infelicità e potere

CAPITOLO V – Demolire le reti massoniche...............289
Par. I - La loggia Propaganda Due e la Commissione Anselmi
Par. II - Mafia, Massoneria e Servizi Segreti
Par. III - Sconfiggere le reti massoniche

BIBLIOGRAFIA...........................................................351




INTRODUZIONE

Moltissimi libri sono stati scritti sulla massoneria, specialmente negli ultimi tre secoli. Nella maggior parte dei casi si tratta di libri scritti da massoni allo scopo di dare un’immagine prestigiosa e positiva dell’organizzazione. Molti altri libri sono stati scritti da cattolici e non, per far emergere volti meno rispettabili delle associazioni massoniche.
Questo libro non può essere posto né nella prima categoria né nella seconda, dato che non è né pro-massoneria né anti-massoneria. Ci è sembrato riduttivo e parziale partire da un presupposto propagandistico oppure oppositivo. Il nostro intento era quello di portare alla luce quello che la massoneria risulta essere dal punto di vista storico e sociale. La ricerca storica dovrebbe semplicemente considerare i fatti storici connessi all’argomento, senza alcun interesse a modificare fatti e testimonianze per apologizzare o avversare.
Anche se sono stati scritti moltissimi libri sulla massoneria, ad oggi rimane un argomento non chiaro, valutato come “strano”, non univoco e confuso.
Coscienti del retroterra di confusione, mistificazione e scetticismo che ha accompagnato tale argomento, abbiamo cercato di fare chiarezza consultando testi di vari autori, massoni e non.
L’opinione comune vede questo tema come “esotico”, “bizzarro” e non rilevante al fine di comprendere la realtà in cui si vive.
La stessa ricerca dei materiali è problematica: non è possibile accedere direttamente agli archivi se non si è “accademici accreditati”, e dunque dall’ambiente massonico e dai suoi archivi vengono esclusi tutti coloro che non sono adepti o che non hanno alcun incarico accademico rilevante.
Considerando la letteratura sulla massoneria, quello che salta all’occhio è che, anche le pubblicazioni più precise, dettagliate e complete, glissano su alcuni argomenti, o non li trattano in modo così chiaro e completo come trattano altri aspetti. Ad esempio, uno degli argomenti poco toccati e chiariti è quello dei vertici massonici, ovvero del controllo delle logge massoniche da parte di chi ha creato la massoneria e la diffonde. Un altro argomento è quello del culto luciferino, testimoniato da non pochi massoni o ex massoni, e documentabile attraverso varie simbologie, riti e comportamenti massonici.
Un problema che emerge nello studio della massoneria riguarda una sorta di “schizofrenia”. Addentrandosi nella ricerca si capisce che la massoneria è stata raccontata come “tutto” e il contrario di “tutto”. Ovvero essa è stata descritta con categorie antitetiche: democratica e istituita per controllare; spirituale e satanica; militaristica e orientata alla libertà; tollerante e piena di pregiudizi verso le donne e i neri; ideologicamente neutrale e con un corpo ideologico rigido; orientata alla fratellanza universale e motivata alle guerre, ecc.
Insomma, cos’è davvero la massoneria e che ruolo ha oggi? E’ davvero così poco importante per la nostra vita quotidiana come sembra?
Dall’analisi storica e sociologica degli ultimi secoli, la massoneria emerge come una sorta di rete di potere e controllo, capeggiata da un vertice che talvolta pianifica con largo anticipo gli eventi voluti e ha i mezzi finanziari e politici per realizzarli. In particolare, dalla creazione della Loggia Madre di Londra, queste reti sono state istituite in molti paesi, Italia compresa.
Per molto tempo, dopo l’Unità d’Italia, i governi italiani furono accusati di essere governi massoni. Di fatto moltissimi politici erano massoni, così come molti militanti nei Partiti, nei Sindacati, molti giornalisti, imprenditori, banchieri, latifondisti, ecc.
I massoni ebbero un ruolo rilevante nel periodo risorgimentale, ma anche dopo. Essi influirono sulle scelte belliche, sulla Marcia su Roma, e persino sull’avventura dannunziana a Fiume.
Pochi italiani sanno che in Italia, fino agli anni Venti dello scorso secolo molti italiani sapevano che i governi post-unitari erano sotto controllo della massoneria e se ne lamentavano sentendosi in un sistema opprimente. Intellettuali come Benedetto Croce e Luigi Einaudi rilasciavano dichiarazioni esplicite su questo argomento. Frasi come “Per quanto mi sia sforzato, non sono riuscito a trovar nulla che potesse esser detto in favore di una così comica e così camorristica come la massoneria” (detta da Einaudi), non stupivano nessuno perché era noto che maestri massoni come Lemmi condizionassero le scelte di governo, allineandole con la volontà delle alte autorità massoniche, che coincidevano col gruppo dominante, che intendeva tenere in scacco il paese impedendone ogni spontaneo e libero sviluppo.
Sia alla Camera che al Senato c’erano persone che denunciavano tale situazione, anche se le loro denunce non sortivano alcun effetto concreto essendo in minoranza. Ad esempio il senatore Santini, durante una seduta ebbe a dire: “Del resto, aveva detto a maggio il parlamentare di Palazzo Madama, quali finalità, quale rispettabilità presenta questa associazione? A me piace parlar chiaro: quali ne sono le eccelse autorità? Noi sappiamo che coloro i quali vi presiedono hanno tante scarse benemerenze e tradizioni liberali, che non fino al ’70, ma fino al ’75 erano papalini temporalisti. Il che qui, in Roma nostra sanno tutti, anche i selci delle dirute strade. Ciò non può essere oltre tollerato. E potrei, se non fosse per amor di brevità, dar lettura di brani di frammassoni onesti, che bollano a sangue la ridicolosamente misteriosa associazione. Vi sono prospettati i ridicoli misteri, le molteplici buffonate, i pomposi giuramenti, le pagliaccesche funzioni e una infinita serie di altre amenità, proprio in contraddizione con ogni liberale ordinamento” (1).

Alcuni autori parlano di “pregiudizio” ancora presente fino agli anni Venti dello scorso secolo, che induceva a vedere la massoneria come fomentatrice di rivoluzioni. Altri sostengono che tale presunto “pregiudizio” deriverebbe dal fatto che il cattolicesimo avversava la massoneria e aveva interesse a screditarla o a metterla in cattiva luce. Si vuol far credere che non ci siano fatti concreti che inducano a ritenere che la massoneria abbia esercitato un potere iniquo.
Ma dai fatti emersi, si comprende che di pregiudizio non si tratta, e che parlare di “pregiudizio”, così come anche parlare di “massoneria deviata”, serve a convincere della buona fede della massoneria.
Un’altra cosa che salta all’occhio quando si studiano testi scritti da massoni è che in quasi tutti questi libri c’è una parte (spesso posta alla fine del libro) in cui si dà una chiara stoccata a chi solleva il fatto che le reti massoniche abbiano avuto ruoli storici spesso di tipo criminoso. Questi autori mirano ad accusare coloro che sollevano questa realtà di essere “scettici” e “sospettosi”. Alcuni autori ritengono che si tratti di “antimassoneria” oppure di “”complottismo” privo di prove oggettive e razionali.
Si vuole dunque far passare una denuncia fondata su fatti storici precisi e verificabili per un atteggiamento mentalmente non equilibrato o emotivo. Questa tecnica è assai comune nella propaganda che mira a proteggere lo status quo da coloro che, sollevando certe questioni normalmente occultate, possono metterlo a repentaglio.
Si tratta certamente di un atteggiamento paradossale. Per usare una metafora: se qualcuno di noi vedesse una persona rubare e gridasse “al ladro!” non verrebbe certo accusato di essere contro la persona vista rubare, e nemmeno si sospetterebbe che la persona che sta denunciando un reato possa essere mentalmente disturbata, dato che il reato esiste. Lo stesso dicasi per i misfatti criminali provocati dalle reti massoniche di potere: chi li denuncia e può provarli non dovrebbe certo essere accusato di essere “antimassone” o mentalmente disturbato da una “natura sospettosa”. Eppure, ancora oggi molti autori massoni cercano di screditare chi denuncia i crimini delle reti massoniche additandoli come irrazionali e glissando sulle prove concrete. Ad esempio, scrive Laurence Gardner:
“Chi aderisce alla teoria del complotto considera la dabbenaggine dei più come un atteggiamento infantile… sono dubbiosi, sono per natura sospettosi… è quasi un atteggiamento filosofico che intende la ricerca della verità come la possibilità di sollevare i veli che ad arte la occultano agli occhi dei più…Il messaggio negativo di fondo è che, sempre e in tutti i casi, i governi sono corrotti, l’industria è corrotta, tutto è corrotto, allo scopo di creare un ambiente e situazioni di instabilità diffusa, dove poter mantenere attivo un potere di base” (2).
Con queste parole Gardner vuole far credere che la corruzione e i crimini del gruppo di potere legato alle reti massoniche siano un’invenzione di menti “filosofiche” di persone che di natura sono “sospettose”. Ovvero, egli vuole convincere i lettori che i crimini oggettivi e verificabili non esisterebbero.
Questo libro prova che questi crimini purtroppo esistono e non sono inventati da “menti filosofiche” o da persone “sospettose per natura”. Noi preferiremmo di certo che fosse così, ma non lo è.
La verità è ben altra, e chiudere gli occhi per timore di essere screditati a colpi di stoccate miranti a mettere in dubbio razionalità ed equilibrio non è moralmente auspicabile. E non servirebbe ad altro che a proteggere il potere criminale di coloro che agiscono attraverso la massoneria.
Come questo libro dimostra, è possibile provare con fatti storici che le reti massoniche esistono e ad oggi assolvono a compiti ben precisi.
Chi solleva la retorica della “teoria del complotto” lo fa per deviare l’attenzione dai fatti. Gli autori che cercano di portare alla luce il fenomeno delle reti massoniche non sono “antimassoneria” o fissati con presunti “complotti” ma persone motivate a vedere obiettivamente come opera il potere, al di là della propaganda.
D’altronde, come si potrebbe pensare che le tantissime persone che negli ultimi secoli hanno inteso il fenomeno massonico come una “ragnatela di potere internazionale” siano tutte matte o affette da una natura “eccessivamente sospettosa”? Sarebbe davvero esemplare dal punto di vista sociologico questo accanimento di parecchie persone contro la massoneria se essa fosse davvero soltanto un’”associazione filantropica”.
Il lettore attento, onesto e intelligente non si fermerà alle etichette ma considererà i fatti. C’è una chiara differenza tra chi fa propaganda, chi polemizza per difendere proprie posizioni ideologiche e chi fa opera di Storico.
Chi solleva i paradossi della massoneria è stato anche tacciato per ignorante, dato che si sta riferendo in modo univoco ad un fenomeno complesso e variegato. Certamente, come emerge anche da questo libro, nel suo percorso storico la massoneria ha mostrato diverse facce, e di sicuro non bisogna stigmatizzare tutti gli adepti. Sarebbe del tutto sbagliato sostenere che tutti i membri della massoneria siano persone motivate al potere e al controllo, così come sarebbe sbagliato pensare che tutti gli adepti delle logge siano consapevoli degli scopi delle reti massoniche. Come scriveva Renè Guénon: “Vi sono molti massoni, dovremmo dire addirittura la maggior parte, persino nei gradi più alti, ai quali è estranea ogni conoscenza reale della massoneria” (3).
Questo libro spiega la natura, gli scopi e gli effetti delle organizzazioni di natura massonica, andando oltre l’immagine ufficiale della massoneria e le feroci critiche rivolte a chi osa sollevare alcuni fatti storici che smentiscono quest’immagine.
Molte cose relative alla massoneria generano legittimi sospetti, ad esempio il fatto che i nostri presidenti della Repubblica sono assai propensi a fare “saluti” e “discorsi” rivolti alla massoneria, facendo intendere una certa simpatia o vicinanza. Ad esempio, Francesco Cossiga, al tempo in cui era Presidente della Repubblica mandò un saluto in occasione del convegno massonico del 21 marzo 1987. Il telegramma diceva: “Ai partecipanti e a quanti si riconoscono nel Grande Oriente d’Italia invio un cordiale e sincero augurio a operare secondo gli ideali di libertà, di giustizia e di pace nell’interesse del bene comune” (4).
Anche il nostro attuale presidente Giorgio Napolitano invia saluti e messaggi alla massoneria. Ad esempio, in occasione del convegno promosso dal Grande Oriente d’Italia nel 60° anniversario della promulgazione della Costituzione, il presidente Giorgio Napolitano inviò un telegramma di “apprezzamento”. Dato che non risultano telegrammi di “apprezzamento” o di saluto inviati ad altre organizzazioni esoteriche, ci si chiede come mai esista tale reverenza e considerazione verso la massoneria da parte delle nostre autorità. Questo libro spiega questo e molti altri fenomeni, facendo emergere il vero senso della massoneria, al di là delle dissimulazioni e delle mistificazioni, a cui molti credono anche in buona fede.
E’ certo ingenuo pensare che sia casuale che in molte inchieste della nostra magistratura siano emerse queste reti di potere che agivano in segreto per ottenere diversi risultati: per appropriarsi di denaro pubblico, per controllare la Giustizia, per creare associazioni di vario genere, per truffare, ecc.
Anche da recente, dalle indagini sulla frode al fisco che riguarda dirigenti di Fastweb e Telecom Italia sono emersi chiari collegamenti con logge massoniche. In particolare l’imprenditore Gennaro Mokbel, parlando ad un amico confessava: “Alle 4 e mezzo aspetto un 33˚ grado… Mio cognato è il più alto in grado, ha fatto il costruttore di una famiglia importante Scarozza- Finocchi, l’ex capo del Sisde”. L’interlocutore sottolineava: “Ce ne stanno parecchi: voi, c’è Palazzo Villa Grossi, c’è piazza del Gesù” (5).
Mokbel è il personaggio che fungeva da intermediario fra le società di telecomunicazioni che fatturavano in modo falso e gli esponenti della 'ndrangheta. Dalle indagini sono emersi collegamenti tra Mokbel e Antonio D'Inzillo, un personaggio considerato l’assassino del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis. 

Diverse altre indagini hanno portato gli inquirenti a considerare la comune appartenenza massonica di molti indagati. Chi utilizza l’intelligenza non può non trovare significativo che i mass media non facciano capire che c’è qualcosa che non quadra quando emergono truffe ai danni dello Stato e le persone implicate sono quasi tutte massoni. Le notizie spesso vengono date senza menzionare o senza far ragionare su questo importante elemento. La massoneria è l’illustre assente dei nostri media.
Alcuni massoni si prodigano a far credere che esisterebbe un volto “buono” della massoneria e uno “cattivo” o “deviato”, che sarebbe più raro. Noi non siamo propensi a credere a questa presunta realtà da “dottor Jekyll e mister Hyde”. Questa dicotomia ci appare perlomeno sospetta, considerando che essa offre il vantaggio di additare come “cattiva” o “deviata” la loggia smascherata come criminale (come la P2), “salvando” la bontà di tutte le altre. Se la magistratura non avesse smascherato la P2, essa sarebbe rimasta “buona”. Infatti, non risulta nessun caso in cui siano stati gli stessi massoni a denunciare i crimini di qualche loggia alle autorità, e lo stesso Gelli, accusato di reati gravissimi, come concorso in omicidio, non verrà mai processato seriamente dalla loggia.
Come afferma il giornalista Gianni Cipriani, “il termine ‘deviazione’ è stato creato e utilizzato per far sembrare “eccezione” quello che invece era la regola”.
D’altronde, la concezione manicheistica del buono/cattivo proposta da molti per salvaguardare la credibilità della massoneria, appare del tutto insensata all’analisi dei fatti. Certamente possono esistere persone in buona fede all’interno dell’associazione, ma, come testimoniato da tanti massoni ed ex massoni, si potrebbe parlare piuttosto di una sorta di “degenerazione” della massoneria come originaria associazione iniziatica. Tale degenerazione ha privato la massoneria della sua origine operativa ed esoterica, rendendola un’organizzazione sostanzialmente funzionale al sistema vigente, e da esso controllata.
Non c’è alcun motivo che possa spingere studiosi indipendenti a screditare un’associazione filantropica o esoterica, se davvero di questo si trattasse. Anzi, il mondo oggi proprio di filantropia avrebbe bisogno. Ma i veri filantropi non si nascondono, non si vergognano, non ingannano e non hanno bisogno di esibirsi in particolari “spettacoli rituali”.
La verità che emerge dai fatti storici considerati in questo libro è che la massoneria oggi è un’associazione che ha copiato simboli e riti da molte antiche tradizioni, li ha fatti propri talvolta interpretandoli in modo impreciso o addirittura opposto. Cambiare il significato originario di un numero, simbolo o colore può svelare l’intento di attuare progetti diversi da quello dichiarato, ovvero di asservimento e condizionamento anziché di “progresso spirituale”.
Qui non si vuole certo negare la possibilità che in passato possano essere esistite scuole di “crescita spirituale” che si valevano di conoscenze esoteriche. Quello che si sostiene è che, probabilmente a partire dal XVII secolo, tali organizzazioni sono state cooptare all’interno della massoneria posta sotto controllo dei vertici di potere. Non lo si è fatto per nobili fini, come questo libro prova ampiamente.
Pensiamo a quanta furbizia ci può essere nell’infarcire di magia, mistero, esoterismo e gnosticismo una setta che agendo in segreto potenzia il potere vigente. Da molti secoli il potere viene protetto attraverso ideologie o religioni, e poterlo proteggere addirittura con un’organizzazione che si spaccia per paladina della libertà e della crescita interiore degli individui risulta essere davvero il massimo della strategia propagandistica. Significa ammantare di prestigio e di rispettabilità il potere che l’èlite esercita attraverso i crimini più immondi, e utilizzare spesso anche persone ignare per scopi inconfessabili.
Questo libro spiega anche come gli italiani dimenticarono l’esistenza di un’organizzazione preposta al controllo dei settori più importanti, e come oggi ignorano o credono inverosimile l’esistenza di tali reti.
Oggi molti, quando si trovano di fronte all’argomento massoneria pensano alla P2, che però viene definita massoneria “deviata”. I più acculturati pensano al documento “Protocolli dei Savi di Sion”, che viene usato per dimostrare l’esistenza di un occulto gruppo ebraico che vorrebbe dominare il mondo. Secondo alcuni autori, il documento sarebbe stato prodotto dai servizi segreti dello zar per perseguitare gli ebrei, anche se molte cose che vengono dette rappresentano il modo di agire del potere, sia esso in mani di persone ebree oppure no.
Questi esempi fanno pensare alla massoneria come ad un’organizzazione che ha avuto esempi di estremismo, per favorire la presa del potere da parte di un preciso gruppo. Questo risulta assai riduttivo, dato che le reti massoniche sono a servizio del potere, ovvero sono costituite da persone che hanno fatto giuramento di segretezza e di obbedienza, e dunque operano a favore dei vertici a cui si sono sottomessi. Tali vertici sono costituiti dalle grandi famiglie di potere, che oggi posseggono il controllo finanziario, mediatico, culturale e politico. Dunque, non si tratta di poche logge “deviate” e nemmeno di un gruppo esclusivamente ebraico, ma di gruppi eterogenei che utilizzano reti massoniche per diversi scopi.
Pochi sanno che in seno alla massoneria circolarono, prima di realizzarsi, progetti come l’Unità d’Italia e l’Unione Europea.
Diversi massoni si lamentano del fatto che alcune persone avrebbero “pregiudizi” nei loro confronti o che altri addirittura vogliano disinformare sulla massoneria. Questo libro prova che i migliori mistificatori del fenomeno sono gli stessi massoni, precisamente quelli che conoscono la verità sulle reti massoniche e hanno interesse a nascondere aspetti della massoneria che non sono lusinghieri. La falsa informazione o la disinformazione sono fenomeni tipici del sistema attuale e riguardano anche la massoneria, nel modo in cui sarà ampiamente spiegato in questo libro.
Un’altra reazione che le persone (affiliate o meno) possono avere quando qualcuno solleva il problema dell’esistenza di reti massoniche di potere, è quella di incredulità, stupore. Non credono che possano esistere persone talmente crudeli e ben organizzate da controllare i popoli e tenerli a loro sottomessi con l’inganno. Persino quando vengono mostrate prove inoppugnabili, la reazione di alcuni è: “non è possibile, forse non è così”. E’ una reazione umana quella che si ha di fronte ai crimini più atroci o alle manipolazioni del potere più diaboliche: non si vuole credere, non si vuole pensare che possa essere così.
Su questa incredulità si basa molto del potere del gruppo egemone. Come qualcuno ha detto, “La migliore protezione per un potere iniquo è che nessuno creda ai crimini che sta commettendo".
Altri possono pensare: “ma se fosse vero qualcuno ce lo avrebbe fatto sapere”, ignorando che oggi il sistema dei mass media non è utilizzato allo scopo di far capire la realtà, ma per creare un “rumore di fondo omologante”, ossia per manipolare l’opinione pubblica in modo favorevole al potere.
Si può essere tentati anche a minimizzare o addirittura a negare il potere delle reti massoniche, rimanendo nel fenomeno del “bias di conferma” che ci fa rifiutare tutto quello che non rientra nella forma mentis prevalente.
Per salvaguardare la propria vecchia concezione, qualcuno potrebbe fare uso dello scetticismo, ma si ricordi che lo scetticismo non dà alcuna garanzia di verità. Infatti, quando si solleva un argomento che suscita scetticismo in apparenza sembrerebbe legittimo prenderne le distanze, ma talvolta uno spirito scettico può essere per nulla incline a rifiutare le più assurde contraddizioni e fantasie quando esse sono supportate dal sistema vigente.
Ignorare le reti massoniche o non credere alla loro esistenza equivale a credere che i nostri governi siano liberi e agiscano per l’interesse dei cittadini, che nelle istituzioni i ruoli più importanti siano dati per merito, o che i mass media informino correttamente. Questo, come molti sanno, non è vero, e non sarà possibile finché le persone che avranno ruoli importanti nella vita pubblica saranno controllate da reti di potere.
Dunque, il problema delle reti massoniche è fondamentale per la nostra possibile democrazia e per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Non è affatto un problema “esoterico”, campato in aria o senza alcuna prova tangibile. La propaganda cerca di far credere questo, ma non è la verità.
In Italia e all’estero i personaggi più influenti sono stati e sono massoni, le città e gli edifici più importanti sono stati costruiti seguendo piani massonici, ispirati all’antico Egitto o ad altri saperi esoterici praticati dalla massoneria. Persino i primi due uomini che sbarcarono sulla Luna erano massoni, così come moltissimi scienziati e intellettuali. E’ impossibile che si possa parlare di “caso” a meno che non si voglia dissimulare la realtà.
I simboli di potere massonici e quelli usati dall’élite di potere coincidono. Sono ad esempio, la piramide con il vertice staccato, l’occhio di Horus, l’aquila, il fascio e altri simboli ripresi dall’antica tradizione faraonica o dalla mitologia greco-romana.
Il testo percorre le fasi storiche più importanti, facendo le debite distinzioni fra le diverse formazioni massoniche nate in diverse epoche storiche. Inoltre, saranno trattati anche gli aspetti psicologici, antropologici e sociologici del fenomeno, non trascurando il contesto in cui le varie massonerie sono nate e si sono sviluppate.
La massoneria moderna, nata a Londra nel 1717, può essere collegata strettamente a molti fatti storici avvenuti dall’anno della nascita fino ai nostri giorni. Spesso le sue azioni non hanno avuto alcuna attinenza all’immagine esoterica e filosofica che la massoneria ha voluto dare di sé.
Perché meravigliarsi tanto del fatto che la massoneria, pur millantando riti e principi di alto valore sia nella sostanza un sistema di reti di controllo a servizio del gruppo di potere?
Se pensiamo ad una religione come quella cattolica troviamo la stessa situazione: la Chiesa millanta di avere il potere ricevuto da Dio di guidare i fedeli alla salvezza, ma di fatto, storicamente, è stato uno dei poteri più forti nel controllare i popoli, condizionandone le coscienze. Ad oggi, pur professando onestà e povertà, la Chiesa controlla, attraverso lo Ior, un flusso enorme di denaro e accetta di arricchirsi anche sul traffico di armi e su altri crimini mafiosi.
E che dire dell’attuale sistema politico? Se andiamo a vedere i programmi politici dei maggiori partiti troviamo grandi valori e intenti di essere a servizio dei cittadini. Ma poi cosa avviene di fatto? Dal comportamento dei politici attuale risulta evidente che essi sono a servizio di chi li assolda per fare in modo che essi proteggano e rafforzino il sistema, impedendo ai cittadini di avere un vero sistema politico, che difenda i loro interessi.
E’ dunque chiaro che la massoneria rispecchia molte caratteristiche delle altre istituzioni dell’attuale sistema, in cui l’immagine propagandata non corrisponde affatto alla vera realtà.
Così come la religione dovrebbe avere importanti funzioni spirituali, essendo ispirata a personaggi spiritualmente evoluti, ma spesso risulta semplicemente un sistema di controllo, anche la massoneria, pur ispirandosi a principi esoterici o spirituali importanti, risulta essere un sistema di controllo e potere.
I massoni si definiscono una confraternita con scopo filantropici e esoterici, e con questa definizione giustificano l’esistenza di rituali segreti, i quali sarebbero dovuti allo scopo di trovare principi spirituali superiori, che molti non sarebbero pronti a comprendere. La massoneria, dunque, richiederebbe un lungo percorso di evoluzione, dai primi gradi fino al massimo grado, il 33°.
Se la massoneria fosse davvero quello che propaganda di essere, non si capisce perché all’interno di essa ci sono regole per nascondere i nomi degli adepti, le cose di cui si parla nelle riunioni o addirittura ci sono vincoli per cui un determinato “fratello” non può parlare con un altro “fratello” di certi argomenti se non in Loggia, secondo un determinato rituale e sotto il controllo delle autorità, che possono togliergli la parola quando e come vogliono.
Lasciando perdere i paramenti, gli oggetti pseudo-esoterici, la ritualistica quasi carnevalesca, fronzoli di vario genere ecc., e considerando altri aspetti, non sono poche le perplessità che emergono.
Diversi documenti attestano una sorta di comportamento a volte intimidatorio, altre volte ansioso nel nascondere. Ad esempio, in un documento del 19 novembre 1971, il gran maestro Lino Salvini manda un elenco di massoni che chiedono di essere accettati nella loggia P2, ma scrive soltanto il nome dicendo che “per ‘riservatezza’ vengono coperti i nomi dei massoni qui indicati”. Le autorità massoniche danno spesso prova di essere ossessionate dalla segretezza, volendo tenere segreto tutto ciò che riguarda le logge, come se molte cose fossero inconfessabili. Se si trattasse davvero di un’associazione con finalità di bene perché si vogliono occultare i nomi persino su un documento riservato?
Un altro esempio concreto è dato dal sostegno che il Grande Oriente d’Italia, attraverso il Gran Maestro Lino Salvini, dette alla loggia P2, ufficialmente “deviata”. Non soltanto Salvini riconosce la loggia e le accorda diversi privilegi, ma fa in modo che in essa convergano diversi personaggi importanti delle istituzioni. In una sua circolare, comunica agli iscritti: "Sono lieto di informarti che la P2 è stata adeguatamente ristrutturata… soprattutto, per rafforzare ancor più il segreto di copertura indispensabile per proteggere tutti coloro che per determinati motivi particolari, inerenti al loro stato, devono restare occulti” (6).
Se una persona pratica una religione o sceglie di fare il volontario per la Croce Rossa di solito non ha l’esigenza di occultarlo, e non è ossessionata dalla segretezza come accade in ambiti massonici.
Questo voler rimanere “occulti” è proprio delle organizzazioni massoniche. E quando c’è bisogno di nascondersi vuol dire che c’è qualcosa da nascondere. Questo libro spiega il vero motivo di questa eccessiva esigenza di segretezza.
Molte sono le similitudini fra massoneria e mafia: entrambe le organizzazioni lavorano a favore del gruppo egemone anche se in modo diverso. Entrambe praticano “riti” di assoggettamento, affinché l’adepto si senta vincolato e obbedisca anche quando la sua coscienza lo porterebbe a comportarsi diversamente.
Al contrario della mafia, la massoneria presenta al pubblico una “faccia pulita”, esoterica e talmente misteriosa e bizzarra da far pensare ad un gruppo pittoresco, amante delle vecchie tradizioni illuministe, a cui si rifarebbe per difendere la “libertà”, la “fraternità” e la “legalità”.
Se la massoneria fosse davvero così filantropica come asserisce, come mai non denuncia i crimini che vengono commessi nel Terzo mondo? Come mai non si schiera dalla parte dei più deboli?
Come mai non si occupa delle gravi disparità nella distribuzione delle ricchezze? Come mai non denuncia lo strapotere delle corporations e delle banche?
Nei siti delle logge troviamo la stessa retorica di regime. Ad esempio, nel sito del Grande Oriente d’Italia si possono trovare parole in “ricordo della Shoah”, ma non ci sono condanne per l’invasione dell’Iraq o per la distruzione dell’Afghanistan. I massoni potrebbero obiettare che non vogliono interessarsi di politica o di guerre. Ma se non si è dalla parte degli oppressi com’è possibile essere filantropi? Come si può credere di “difendere con forza l’uguaglianza, le libertà civili, la solidarietà” senza perlomeno denunciare chi fomenta disuguaglianza, ingiustizia e razzismo?
In cosa consiste concretamente il loro prendersi cura degli esseri umani? Non si può essere filantropi se si asseconda chi vuole dominare con la guerra, la povertà e il crimine. Quella portata avanti dalle autorità del Goi risulta essere una vuota retorica, dello stesso stampo di quella del nostro presidente della Repubblica e del papa, personaggi che a parole sostengono “pace, uguaglianza e giustizia” ma non osano parlare di chi ha creato il sistema attuale, basato proprio sull’opposto di questi valori.
La massoneria denuncia, con voce all’unisono delle autorità occidentali, i crimini del passato, come l’Olocausto ebraico, ma glissa sugli Olocausti che stanno oggi vivendo gli immigrati che tentano di uscire da situazioni da incubo provocate dalle corporations e dalle banche. Non è conveniente denunciare i crimini di oggi, mentre è conveniente per la propaganda denunciare quelli di ieri.
Non è credibile la facciata filantropica mostrata dai maestri massoni, a meno che si scelga di ignorare i fatti e di assumere una posizione a dir poco ingenua.
Questo libro prova che la massoneria non è un fenomeno marginale. Essa partecipa al “lavoro” per mantenere il sistema e per impedire che esso possa subire cambiamenti o venga abbattuto dai popoli. Per questo ha partecipato attivamente a tutte le operazioni volte a contrastare i tentativi dei popoli di acquisire maggiore potere. Ad esempio, in Italia la vediamo partecipe, attraverso numerosi suoi esponenti, oltre che alle guerre risorgimentali e ad altri eventi storici, anche ai fatti terroristici degli “anni di piombo” e di vari altri tentativi di tenere sotto controllo il governo italiano, come il “golpe Borghese” e l’assassinio di Aldo Moro.
In questo libro saranno analizzate le tecniche di condizionamento, di asservimento e di controllo delle reti massoniche, chiarendo lo scarto fra l’immagine pubblica della massoneria e la verità su di essa.
Di certo esistono persone che credono alla presunta funzione umanitaria e spiritualistica dell’organizzazione, ma accanto a queste persone, ce ne sono altre che conoscono assai bene le vere funzioni delle reti massoniche. Si tratta di persone che hanno aderito proprio per avere un ruolo importante all’interno del sistema, e di solito ottengono privilegi, denaro e opportunità di diventare “importanti” all’interno di settori come il giornalismo, l’Arma, la finanza, la magistratura o la politica.
La maggior parte dei massoni non sono burattinai ma burattini, poiché le leve del potere sono appannaggio soltanto delle poche persone che stanno al vertice.
La massoneria, come le religioni o istituzioni di vario genere, hanno propugnato l’idea che la libertà consisterebbe nel seguire un’ideologia proveniente dall’esterno, e dunque nel seguire precise autorità.
Questo paradosso, insieme a molti altri, è presente in tutte le organizzazioni di tipo massonico, che propagandano di credere nella libertà ma poi chiedono agli adepti obbedienza e sottomissione alle autorità.
I mass media e i documentari, si prodigano a far associare la massoneria ai principi illuministici, all’esoterismo oppure alle vecchie corporazioni dei liberi muratori, trascurando del tutto di trattare i fattori psicologici, politici e sociologici del fenomeno. Queste fonti ammettono che moltissimi personaggi di potere o di cultura erano o sono massoni, ma ritengono in ultima analisi che questo possa essere casuale oppure una scelta del soggetto che nulla ha a che vedere con il suo comportamento in una determinata carica istituzionale. Quello che si nega è la possibilità che queste organizzazioni possano influire sull’individuo e attraverso di esso creare una rete di controllo che garantisce il potere del gruppo egemone. Ma i fatti sostengono il contrario, ovvero che è possibile imporre un determinato sistema controllando le cariche istituzionali principali e praticando metodi di assoggettamento mentale o di induzione ad un comportamento funzionale ai propri scopi.
Come disse Giancarlo Caselli, “Ci sono cose che non soltanto stiamo dimenticando, ci sono soprattutto cose che si vuole che siano dimenticate, e si vuole che non siano neanche conosciute” (7).
Il primo capitolo mette in evidenza le caratteristiche e le funzioni della massoneria nei diversi periodi storici. Il secondo spiega come le reti massoniche abbiano avuto ed hanno potere nel nostro Paese. Il terzo capitolo spiega lo scarto fra massoneria antica e massoneria moderna; il quarto tratta le maggiori tecniche utilizzate dalla massoneria per assoggettare gli adepti e nell’ultimo capitolo viene affrontato il problema di come estirpare le reti massoniche.
Ovviamente, questo lavoro non pretende di racchiudere tutte le possibilità di comprensione del fenomeno massonico, ma ha l’obiettivo di contribuire a fare chiarezza su un argomento che è stato come pochi bersaglio di mistificazione.
Occorre tener presente che alcune persone hanno interesse a mantenere una potente dissimulazione. Si vuole che i cittadini rimangano ignari e fiduciosi nelle istituzioni, anche quando questo equivale ad un silenzioso quanto criminale assenso. Negare gli aspetti più inquietanti della realtà serve soltanto ad impedire ogni cambiamento.
Questo libro ha lo scopo di contribuire ad accrescere la conoscenza su un fenomeno assai importante, con l’obiettivo di costruire un futuro migliore, di maggiore consapevolezza, necessaria a creare una realtà in cui non possano più prevalere la sopraffazione e il crimine.



NOTE

1) "La Massoneria al Parlamento", con prefazione dell’on. Filippo Meda, Libreria ed. Fiorentina, Firenze 1913, p. 14.
2) Gardner Laurence, "I segreti della Massoneria", Newton Compton Editori, Roma 2009, p. 311.
3) Guénon René, "Forme tradizionali e cicli cosmici", Edizioni Mediterranee, Roma 1981, p. 74.
4) Corona Armando, "Dal bisturi alla squadra. La Massoneria italiana senza cappuccio", Bompiani, Milano 1987, p. 170.
5) http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_08/Mokbel-e-la-massoneria-piccolillo-gianvito_728809d0-2a93-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml
6) Circolare in data 11 dicembre 1972.
7) Presentazione alla Feltrinelli di Torino del libro di Camillo Arcuri Sragioni di Stato, http://www.youtube.com/watch?v=bge6cPhaPs8&feature=related



ALCUNI ARGOMENTI TRATTATI NEL LIBRO:
- Inchieste della magistratura sulla massoneria.
- Tecniche di controllo mentale per l’asservimento dei popoli.
- Caratteristiche dell’Alta Finanza.
- Eventi storici progettati in anticipo nelle logge.
- Nascita e caratteristiche della massoneria moderna e contemporanea.
- Meccanismi emotivi che favoriscono le reti di potere.
- Come le reti massoniche agiscono in Italia.
- Le famiglie che hanno creato la massoneria attuale.
- Come la massoneria ha operato nel periodo risorgimentale.
- Come liberarsi dalle reti di potere massoniche.

Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all’Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell’Educazione e Diritti Umani.
Ha vinto il Premio Ibiskos con il saggio "Se il futuro è nero. L'Africa che nessuno racconta", in cui analizza le caratteristiche più significative del colonialismo e del neocolonialismo, nel tentativo di trarre una maggiore comprensione dei problemi dell'Africa di oggi. Nel 2006 ha scritto il libro "Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943", (Kaos Edizioni), e nel 2009 ha pubblicato la ristampa del volume "Dittature. La Storia Occultata" (Espavo). Ha pubblicato anche "Il travagliato Travaglio. Lo strano caso di un informatore disinformato" e "Pirati & Mafiosi. La vera Storia del crimine organizzato".
Da alcuni anni si occupa anche di giornalismo d'inchiesta, con particolare riferimento alle violazioni dei diritti umani, cura la pubblicazione del periodico NUOVA ENERGIA e il blog http://lanuovaenergia.blogspot.com/.

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PIRATI & MAFIOSI. La vera storia del crimine organizzato



Antonella Randazzo

PIRATI & MAFIOSI
La vera storia del crimine organizzato



Sono stati scritti molti libri sulla mafia, ma è stato detto tutto?
Gli italiani sanno cos’è davvero la mafia? E’ davvero "made in Italy" come alcuni credono?
Alcune regioni d’Italia sono soffocate dalle organizzazioni di tipo mafioso, e queste organizzazioni criminali incidono non poco sulla vita di molte persone. Eppure gli italiani ignorano molte cose sulla mafia. I mass media, pur trattando temi attinenti, non toccano alcuni tasti che permetterebbero di capire meglio il tragico fenomeno. I recenti fatti di Rosarno rappresentano un triste esempio di ciò.
Come agisce la mafia? Come influisce sull’economia e come impedisce lo sviluppo di intere regioni? E’ stato detto tutto su chi l’ha creata e perché?
Per moltissimi anni persino la sua esistenza è stata negata, ma oggi che tutti sanno benissimo che esiste come mai non viene distrutta da uno Stato che si dice democratico?
Come mai in alcuni luoghi tutti sanno quali sono le “famiglie” che organizzano i traffici mafiosi ma nessuna delle autorità preposte approfondisce e arresta?
Il fenomeno delle organizzazioni criminali viene trattato in questo libro in modo nuovo, partendo da un accostamento insolito fra pirateria e mafia.
Cosa possono avere in comune due fenomeni che di solito intendiamo come distanti nel tempo e nello spazio? Questo libro fa emergere eventi e significati poco conosciuti dell'uno e dell'altro fenomeno, dimostrando come una maggiore comprensione di essi può aiutarci a capire meglio il mondo attuale. Tramite il racconto di eventi storici non presenti nei nostri testi scolastici, il fenomeno della criminalità organizzata viene demistificato e mostrato quale esso è realmente.
Il libro percorre le linee essenziali per comprendere le caratteristiche proprie delle organizzazioni criminali, e come esse non possano essere considerate avulse dal sistema di potere che si fonda sulla guerra, sulla distruttività e sulla diseguaglianza. L'opera affronta anche il problema di come distruggere le organizzazioni criminali per costruire un futuro in cui la cultura dello Stato di Diritto possa prevalere.
La trattazione, pur basandosi completamente su documenti ufficiali, offre al lettore la possibilità di riflettere su contenuti storici che confutano alcuni assunti che eravamo abituati a non mettere in discussione.


INDICE DEL LIBRO


INTRODUZIONE................................................................5


CAPITOLO I - LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI DEL MONDO MODERNO: LA PIRATERIA
.............................................................................................13

La Pirateria oggi

CAPITOLO II - COSA NOSTRA E LE SORELLE.............65

Gangsterismo e cultura mafiosa

CAPITOLO III - LE RETI MAFIOSE INTERNAZIONALI..117

Criminalità economica e mafia

CAPITOLO IV - I TRE LIVELLI DEL CRIMINE ORGANIZZATO.................................................................161


CAPITOLO V - LOTTA CONTRO IL CRIMINE ORGANIZZATO................................................................195

Lotta alla mafia e mass media

Una cultura dello Stato di Diritto


BIBLIOGRAFIA................................................................265



INTRODUZIONE

Un accostamento insolito: pirateria e mafia. Cosa possono avere in comune due fenomeni che di solito intendiamo come distanti nel tempo e nello spazio? Questo libro fa emergere eventi e significati poco conosciuti dell'uno e dell'altro fenomeno, mostrando come entrambi siano parte della stessa realtà, e come una maggiore comprensione di essi può aiutarci a capire meglio il mondo attuale. Tramite questo insolito accostamento, e il racconto di eventi storici non presenti nei nostri testi scolastici, il fenomeno della criminalità organizzata viene demistificato e mostrato quale esso è realmente.
Questo libro, considerando fonti storiche ufficiali e attuando logici collegamenti fra gli eventi, prova l'esistenza di insospettabili analogie fra pirateria e mafia, persino nella struttura organizzativa. Entrambi i fenomeni risultano essere organizzazioni criminali create e finanziate dall'oligarchia dominante per portare avanti traffici illegali e generare paura nella popolazione, creando una cultura della violenza altamente involutiva. Si tratta di un modo nuovo di intendere le organizzazioni criminali, considerando la loro esistenza già nei secoli XVII, XVIII e XIX, in cui contribuirono a decretare il prevalere del domino inglese sull'Europa e sul nuovo continente.
Molti stentano a mettere in rapporto le organizzazioni mafiose e il sistema economico-finanziario nel suo complesso. Tuttavia, tale legame è oggi più evidente che mai: numerose banche americane ed europee riciclano milioni di euro e di dollari provenienti dagli affari mafiosi, mentre le istituzioni nazionali e internazionali preposte a lottare contro la mafia non ricevono il necessario per poter essere efficaci, e vengono contrastate e indebolite in vari modi. Inoltre, sono molte le leggi che consentono ai mafiosi di continuare ad operare impunemente.
In nessun altro fenomeno, come nella mafia, le connessioni col sistema di potere sono evidenti. Oltre allo sbarco angloamericano in Sicilia (1943), occasione in cui, come ormai tutti sanno, la mafia fu ricostituita nell'isola, esistono numerosi altri fatti più recenti che attestano la vicinanza dell'organizzazione mafiosa al potere dominante: le guerre americane per il controllo della produzione di droga, oppure la produzione di nuove droghe ad opera della Cia, o, ancora, gli eventi che vedono la partecipazione di autorità statunitensi (come George Bush Senior) a fatti relativi a traffici illegali mafiosi, come il traffico di droga e di armi. Questo libro spiega tali legami, per consentire una vera conoscenza del fenomeno mafioso.
Credere che la mafia sia un fenomeno sociale nato casualmente, circoscritto ad un'area geografica, o addirittura un fenomeno antropologico, equivale a credere ad una casualità assurda, sarebbe come credere che la bomba atomica possa essere caduta casualmente su Hiroshima.
Questo libro spiega le origini storiche del fenomeno della criminalità organizzata, senza cadere nei comuni errori, frutto di mistificazioni e di propaganda finalizzate a nascondere verità scottanti per l'élite al potere.
La stessa ammissione di esistenza della criminalità organizzata è un frutto di recente acquisizione. Fino agli anni Cinquanta, il Direttore dell'Fbi Edgar J. Hoover sosteneva che la mafia non esisteva, e fu costretto a cambiare idea quando in TV tutti videro alcuni boss appena arrestati.
Il concetto di "mafia", già sul finire del XIX secolo veniva utilizzato in Europa ad indicare la delinquenza. Tuttavia, l'idea che si trattasse di un'organizzazione criminale organizzata e manipolata dall'alto è recente. Nel nostro paese, a lungo le autorità hanno cercato di nascondere il potere mafioso. Ad esempio, il Cardinale di Palermo Ernesto Ruffini, dopo l'attentato di Ciaculli (1963), scrisse al Segretario di Stato Vaticano Cardinal Amleto Giovanni Cicognani che "la mafia era un'invenzione dei comunisti per colpire la D.C. e le moltitudini di siciliani che la votavano". Per alcuni deputati italiani la mafia era "un'esagerazione della stampa".
Soltanto nel 1982, dopo l’uccisione di Pio La Torre e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, fu approvata la legge La Torre (n. 646, G. U. n. 253 del 14 settembre 1982) in cui per la prima volta si definiva il delitto di "associazione di tipo mafioso".
Che l'esistenza del fenomeno dovesse rimanere segreta era nell'intento di chi l'aveva creato. Si racconta che quando i boss chiesero a Lucky Luciano di dare un nome alla loro organizzazione, egli abbia risposto: "Niente nomi, così questa 'cosa nostra' non potrà essere chiamata da nessuno e noi resteremo invisibili".
Con la definizione esatta del reato di "associazione mafiosa", si capì chiaramente quanto tale organizzazione fosse distruttiva e nociva per la società civile, e nacque un netto rifiuto da parte dei cittadini.
L'origine storica della mafia è diventata negli anni sempre più chiara: mentre in passato si propagandava l'origine siciliana del fenomeno, oggi è possibile, risalendo alle sue prime manifestazioni, comprendere che essa è stata creata per difendere interessi e potere, presumibilmente a partire dall'inizio dell'Ottocento, periodo in cui alcuni nobili inglesi si appropriarono di miniere e di territori siciliani, e assoldarono personale locale al fine di esercitare potere di repressione sulla popolazione, per difendere le proprietà usurpate.
Il fenomeno mafioso è spesso descritto dai media e dalle produzioni televisive e cinematografiche come un fenomeno antropologico. Nelle produzioni di Hollywood, ad esempio nel film Il Padrino, il mafioso viene presentato come una sorta di tipo antropologico, che utilizza persino un certo tono di voce e un determinato abbigliamento. Questo significa stereotipare un fenomeno estraendolo dal contesto storico reale in cui è stato creato.
La mafia, come questo libro dimostra con abbondanti documenti, testimonianze e studi, è un'organizzazione creata "ad oc" per svolgere determinate funzioni, e riceve precise protezioni, senza le quali non potrebbe esistere. Volerla trasformare in un "tipo antropologico" o in un fenomeno nato dal basso significa occultare come agisce l'oligarchia dominante, e i metodi che essa utilizza per continuare a dominare.
Oltre alla pirateria e alla mafia, oggi esistono altre organizzazioni che commettono crimini, come la massoneria e i servizi segreti. Questo libro prova che tutti questi sistemi sono assai più vicini fra loro di quanto si possa comunemente credere. Spesso la mafia, i servizi segreti e la massoneria hanno agito insieme per attuare azioni criminali, come colpi di Stato o repressioni nel sangue.
La pirateria risulta essere un vero e proprio metodo di conquista del potere, allo stesso modo della guerra, ossia attraverso l'uso del crimine e della forza. Il fenomeno è stato stranamente offuscato nella sua verità, e trattato come argomento fantasioso o avventuroso piuttosto che come fenomeno storico. Col passar dei secoli, le immagini dei pirati diventarono sempre più ammantate di mistero, ambiguità, romanticismo o eroismo. Libri come "Il corsaro nero" di Emilio Salgari presentarono i corsari come figure eroiche, coraggiose e capaci di imprese avvincenti e audaci. Molte produzioni cinematografiche sui pirati sono più che altro di evasione e di intrattenimento, con scene d'azione spettacolari ed eroiche.
La pirateria dunque, anche a causa delle numerose produzioni cinematografiche e letterarie, è un fenomeno storico poco conosciuto nella sua verità e sottovalutato nella sua importanza storica, come fosse del tutto marginale. Questo libro prova il contrario: non soltanto la pirateria è stata una forma storica di criminalità organizzata, ma essa ha avuto molta importanza nelle guerre egemoniche fra le autorità europee.
La pirateria è una prova di come i governi occidentali utilizzassero anche in passato metodi criminali per accrescere il loro potere e per seminare paura fra le popolazioni. Le ricerche sulla pirateria angloamericana hanno portato alla conclusione che il 98% dei pirati angloamericani erano ex marinai di navi mercantili o della Royal Navy, che assumevano l'incarico per conto delle stesse autorità per cui avevano lavorato in precedenza. La differenza era che come pirati dovevano assaltare le navi nemiche e depredarle, portando alle autorità della madrepatria parte del bottino. Le vittime non erano soltanto le navi di nazionalità avversaria, ma anche le popolazioni costiere, assai spesso saccheggiate, e vittime di estorsioni e violenze. La pirateria fu un fenomeno criminogeno tremendo, che costò molte migliaia di vittime e contribuì a generare un ambiente e uno stile di vita improntati alla degenerazioni morale e alla dissolutezza, che produssero infelicità e sofferenza. Gli ambienti frequentati dai pirati erano assai simili a quelli dei gangster, in cui si beveva molto alcol e si praticavano attività come il gioco d'azzardo e la prostituzione, cercando illusoriamente sollievo dall'infelicità. La pirateria mirava a creare una cultura della violenza e della sopraffazione. Spesso le vittime erano donne e bambini inermi, colpevoli soltanto di vivere nelle città assalite. Il pirata che diventava più potente era quello più sadico, che non aveva alcuno scrupolo a torturare e ad uccidere. La pirateria, più che una storia di avventura, è una storia di crimini e di lotte per il potere.
Nella madrepatria, alcuni pirati, come Henry Morgan e Francis Drake, pur avendo commesso azioni efferate, venivano accolti nei salotti dell'alta società, e ammirati come fossero eroi. In realtà essi saccheggiavano e terrorizzavano per conto della Corona, erano, come si direbbe oggi, "terroristi".
Oggi la pirateria esiste ancora e agisce per gli stessi motivi per cui agiva in passato: per sottrarre ricchezze e per indebolire o controllare determinate aree geografiche.
Questo libro offre un nuovo approccio alla conoscenza del fenomeno delle organizzazioni criminali, mettendo in luce aspetti inquietanti, ma senza i quali non si può acquisire una vera comprensione. Le organizzazioni criminali appaiono come parte integrante del sistema, con l'importante compito di diffondere paura, mercificazione e morte, aspetti importanti per mantenere l'attuale assetto di potere, e impedire ai popoli una vera emancipazione culturale e morale.
Se la mafia è un'organizzazione basata su attività illecite e criminali, occorre constatare che essa non potrebbe esistere senza la possibilità di riciclare denaro o senza sfuggire all'occhio vigile dei servizi segreti internazionali.
Dalla pirateria, alle gang e alle organizzazioni segrete, il libro percorre le linee essenziali per comprendere cos'è un'organizzazione criminale, e come essa non possa essere considerata avulsa dall'attuale sistema di potere.
L'opera affronta anche il problema di come distruggere le organizzazioni criminali per costruire un futuro di pace, in cui la cultura dello Stato di diritto possa prevalere. L'Italia vanta una lunghissima tradizione di lotte contro la mafia. Già nel 1871, il magistrato Diego Tajani denunciò le collusioni dello Stato con la mafia, e se non fosse stato costretto a dimettersi avrebbe portato alla luce tutta la verità sulla mafia, distruggendo il potere mafioso e il sistema iniquo che lo reggeva. Altre personalità della magistratura, delle forze dell'ordine, intellettuali, giornalisti e cittadini comuni hanno portato avanti la lotta alla mafia. Persino gli stessi mafiosi hanno voluto collaborare per distruggere la criminalità organizzata. Nel marzo del 1973, il mafioso Leonardo Vitale decise di consegnarsi liberamente alla polizia e di svelare gli aspetti più incredibili della storia di Cosa Nostra. Lo Stato reagì rinchiudendolo in manicomio. Venti anni dopo, il giudice Falcone prenderà sul serio le stesse rivelazioni fatte da Tommaso Buscetta, iniziando così una lotta efficace contro la mafia. Il pool Antimafia dimostrò che distruggere la mafia non è possibile senza comprenderla nei suoi legami internazionali, e nell'appoggio che essa riceve all'interno del sistema. Per estirpare questo male non basta una dichiarazione d'intenti o il ripudiarla dal profondo della propria anima. Sconfiggere la mafia significa scovare tutti i responsabili.
Questo libro, facendo luce sui fatti, mostra inoppugnabilmente che la mafia è un fenomeno umano circoscritto, che vede il coinvolgimento di persone che potrebbero essere identificate e costrette a subire le conseguenze giudiziarie delle azioni criminali che hanno commesso o avallato. La mafia si può perseguire e si può distruggere, ma per farlo occorre necessariamente considerarla sotto nuovi aspetti, che permettano di capire l'involuzione e la distruttività che essa rappresenta, e come soltanto eliminandola sarà possibile un vero progresso morale, civile ed economico.


Antonella Randazzo si è laureata in Filosofia all'Università di Pavia, città nella quale ha insegnato. Si occupa da tempo di Storia Moderna e Contemporanea, Scienze dell'Educazione e Diritti Umani. Ha pubblicato "Roma Predona" (Kaos Edizioni 2006), "La Nuova Democrazia. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia Usa" (Zambon Editore 2007), "Bambini psico-programmati" (Edizione Leone Verde 2007), "Il travagliato Travaglio" (Edizioni Espavo 2009) e "Dittature. La Storia occultata" (Edizioni Espavo 2009).


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE: Cosa sono le organizzazioni criminali? Cos’è la mafia? La mafia è più potente dello Stato? Perché il fenomeno mafioso non può essere considerato un "made in Italy"? Cos’è la criminalità finanziaria e che legami ha con la mafia? In che modo la politica partitica è collegata alla mafia? Qual è il rapporto fra dinamiche geopolitiche di potere e organizzazioni criminali?

COME ACQUISTARE IL LIBRO: Per acquistare il libro occorre scrivere all'indirizzo e-mail nuovaenergia@rocketmail.com oppure all'indirizzo giadamd@libero.it indicando il vostro indirizzo. Lo pagherete in contrassegno euro 16,50 + 6,50 per contributo imballaggio, spese postali e contrassegno.
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mercoledì

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Oggi siamo indotti a credere di essere informati e liberi. I mezzi tecnologici ci offrono continuamente molta informazione e tutti noi abbiamo la percezione di conoscere le cose più importanti che si devono sapere.
In realtà, oggi più che mai, gli esseri umani sono tenuti lontani dalla vera informazione e da un tipo di cultura che può migliorare la qualità della loro esistenza.
Infatti, anche se molti non se ne accorgono, viviamo in una realtà in cui prevale un’unica ideologia, che è quella degli aspetti più superficiali dell’esistenza, come il possesso di oggetti materiali, l’avvenenza fisica, gli stimoli emotivi fini a se stessi, e la popolarità come segno di successo. Ovviamente non c’è niente di male nel benessere fisico e materiale, ma l’uomo non è stato creato soltanto per gingillarsi nelle cose più superficiali, come disse il Poeta: “Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza".
Ci sono molte cose che i media di massa non dicono, e che non si trovano nemmeno in rete, ci sono riflessioni che pochissimi fanno, e contenuti culturali assai importanti, che possono produrre effetti benefici su di noi e sui nostri cari, ma che pochissime fonti offrono.
NUOVA ENERGIA nasce proprio per colmare quel vuoto informativo e culturale tipico della nostra epoca. Un’epoca caratterizzata dalle manipolazioni culturali, mentali e informative, che producono schiavi che si credono liberi.
“La verità vi farà liberi” diceva il Cristo, ma la verità più importante che possiamo conoscere è quella su noi stessi. Sapere chi siamo, conoscere la nostra natura e la realtà in cui viviamo cambia completamente ciò che decidiamo di essere e di fare. Ma attenzione: nel nostro mondo sono tanti quelli che sostengono di conoscere la verità, e alcuni pretendono di chiuderla in un unico libro o in un’unica dottrina. Ma la verità non è facile da trovare, come scrisse C. W. Leadbeater: “Il saggio capisce che la verità ha molte facce, non comprese da un solo uomo o da un solo gruppo di uomini; sa che c’è spazio per la diversità di opinioni su qualsiasi soggetto concepibile, e che perciò un uomo il cui punto di vista è opposto al proprio può avere lo stesso ragione, in buona fede. Sa che la maggior parte degli argomenti su cui può discutere non valgono nessuna discussione, e che quelli che parlano più ad alta voce e con più convinzione sono in genere quelli che ne sanno meno degli altri”.

Questa pubblicazione, come altre dell'Associazione Espavo, mira a silenziare il prevalente antagonismo religioso, politico o ideologico, imperante in molti ambienti odierni.
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Perché il termine “Nuova Energia”?
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domenica

DAL FASCIO ALLO SFASCIO Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo



Antonella Randazzo

DAL FASCIO ALLO SFASCIO
Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo


Le parole ricorrenti sui giornali stranieri che puntano l’attenzione sull’Italia non sono affatto lusinghiere: c’è chi scrive “Berlusconi buffone”, chi parla di un pericolo “bancarotta dello Stato” , e chi invoca il “salvataggio”.
Cosa sta accadendo in Italia?
Perché ci troviamo così bersagliati?
Perché gli italiani sono sempre più poveri?
Perché l'Italia dovrebbe svendersi ai cinesi?

Questo libro nasce per capire meglio la situazione in cui ci troviamo, e soprattutto per far emergere i modi possibili per uscire dalla situazione attuale.

Per affrontare una situazione bisogna prima capirla bene. Per dirla con il giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio”.

Il libro considera la migliore produzione editoriale sulla Storia d’Italia, mirando a dare una panoramica chiara e semplice di quello che gli italiani hanno vissuto dall’avvento del fascismo fino all’epoca attuale, dal punto di vista sociale, politico, economico e finanziario.
L’obiettivo è quello di andare oltre la propaganda, trovando gli elementi che determinano i fatti dei nostri giorni e i potenziali per uscirne.



INDICE


INTRODUZIONE....................................................................7

CAPITOLO I - COME FU IMPOSTO IL FASCISMO ……....13
Par. I. 1 - Gli italiani e il fascismo
Par. I. 2 - Il culto della personalità
Par. I. 3 - Antifascismo vero e falso
Par. I. 4 - La Seconda guerra mondiale
Par. I. 5 - Resistenza e occupazione

CAPITOLO II – IL DOPOGUERRA ….................................99
Par. II. 1 - Il limite allo sviluppo
Par. II. 2 - Enrico Mattei

CAPITOLO III – GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE ..133
Par. III. 1 – Pace e guerra
Par. III. 2 – Sessantotto e oltre

CAPITOLO IV – LA GLOBALIZZAZIONE E
L’ECONOMIA ITALIANA ..….............................................179
Par. IV. 1 – La guerra di Oriana
Par. IV. 2 – Il berlusconismo
Par. IV. 3 – Economia e Finanza
Par. IV. 4 – Cause dei problemi italiani
Par. IV. 5 – Cos’è il Debito Pubblico
Par. IV. 6 – Gli italiani e la situazione economica

CAPITOLO V– L’ITALIA DEL NUOVO MILLENNIO ..…273
Par. V. 1 – Italiani in divenire
Par. V. 2 – Il Gruppo sociale
Par. V. 3 – Chi può cambiare l’Italia?
Par. V. 4 – Il nuovo Risorgimento italiano

BIBLIOGRAFIA.................................................................355



INTRODUZIONE


Molti giornali esteri ci descrivono come un Paese in grave declino, con problemi gravissimi. Scrive Charlotte Jacquemart sul giornale svizzero "Neue Zürcher Zeitung": “L’Italia soffre la penale Berlusconi”. Il giornale spagnolo "El País" scrive: “Berlusconi si è trasformato in un populista senza popolo e non c’è nulla di più patetico né di più dannoso”. Aggiunge il giornale brasiliano "Monitor Mercantil": “L’unificazione italiana, vecchia di più di un secolo e mezzo, è un esempio caratteristico di come l’unificazione monetaria ed economica, insieme all’unificazione politica di una regione specifica, invece di sfociare nell’eliminazione delle disuguaglianze nei territori lontani dal centro, possano aumentarle e portarle a un punto di massima esasperazione… In Italia non è solo Berlusconi ad essere in crisi, ma la stessa Seconda Repubblica nata dalle ceneri della Prima, all’inizio degli anni ‘90, e dopo la decadenza della Democrazia Cristiana.”
Si legge sul giornale svizzero "Basler Zeitung": “Il miracolo Berlusconi è finito. Le possibilità che possa sopravvivere alle prossime elezioni politiche sono davvero scarse… Molti italiani sicuramente ne hanno abbastanza degli scandali… L’Italia certo in confronto è uscita bene dalla crisi, e gli italiani sono degli attenti risparmiatori, ma notano che ora non si va avanti”.
La pubblicazione brasiliana "Diário Comércio, Indústria & Serviços" si avventa contro il nostro Paese parlando di “Farsa italiana”. E addirittura, l’economista della New York university, Nouriel Rondini scrive: “In Giappone si rischia di avere presto il sesto premier in soli 5 anni in termini di instabilità politica, peggio dell’Italia degli anni 1960-70! Con l’aggravante che lì c’è un buffone come Silvio Berlusconi.”
Ma qual è la vera situazione del nostro Paese, e come hanno influito i fatti accaduti quest’anno?

Questo libro nasce per capire la situazione dell’Italia nelle sue caratteristiche che la accomunano ad altri Paesi europei e negli aspetti particolari italiani.
Partiamo da un periodo assai importante della nostra Storia, che anche oggi può farci capire molto dell’Italia. Per dirla col giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio” (1).

I muri maestri della Finanziaria non possono essere toccati. Affrontiamo una situazione che non si era verificata negli ultimi 25 anni. Il risultato è notevole e la maggioranza può rivendicarne la piena paternità... So che vengono mosse delle critiche a questa Finanziaria. Dicono che bastavano 15 miliardi, ma sarebbero stati solo per il risanamento. Che è fatta solo di tasse, e invece i tagli ci sono. Che mancano le riforme, ma è difficile farle con la finanziaria. La strada delle riforme va programmata e non sarà indolore. Dicono anche che la Finanziaria punisce l'impresa ma questa ne è invece l'unica beneficiaria. Che non ha una missione, ma spetta a noi indicarla sapendo che il problema non è evitare l' uscita dall'Ue ma di spiegare che qui lavoriamo per un paese con orizzonte più alto. (2)


Chi ha detto queste parole? Berlusconi da recente? No, Tommaso Padoa-Schioppa nel 2006, quando era ministro dell'Economia del secondo Governo Prodi.
Bisogna capire perché da anni le nostre autorità ci ripetono sempre le stesse cose, come una litania.
Ci viene chiesto un sacrificio con la promessa di un miglioramento, ma passano gli anni e siamo sempre al punto di prima, anzi le cose peggiorano. Siamo arrivati a ben due manovre nell’arco di soli due mesi, una di oltre 54 miliardi, dopo i circa 47 miliardi della manovra di luglio.
Chi incassa tutti questi miliardi?
Perché da tempo ormai le nostre autorità non parlano di sviluppo economico e di occupazione?
Perché molte aziende falliscono o si trovano in serie difficoltà e il governo non fa nulla?
Perché cresce il precariato e la disoccupazione ma il governo non da’ a questi problemi il peso che dovrebbero avere?
Negli ultimi tempi i mass media hanno seminato ansia e insicurezza gridando alla “crisi”.
Ma qual è la causa di questa “crisi” e di tanto allarmismo?

Questo libro racconta la Storia d’Italia come mai è stata raccontata, per poter mettere in chiaro le caratteristiche peculiari del nostro Paese, la situazione degli ultimi anni, e i potenziali per uscire dal pantano in cui oggi l’Italia si trova.
Quest’anno le nostre autorità hanno organizzato la festa del 150° anniversario dell’Unità.
Che significato hanno avuto questi festeggiamenti?

Bartoli, si stupì nel vedere un’insegna che diceva “Gelati all’italiana”. Egli notò che il termine “all’italiana” da tempo è utilizzato in modo ironico e dispregiativo, come si può capire da un titolo dato ad un film divertente del 1961, "Divorzio all’italiana".
Fare “all’italiana” è stato inteso come fare in modo approssimativo, confuso, disordinato, furbesco e poco onesto. Mentre molti francesi e inglesi non difettano in sciovinismo, e lo slogan più diffuso tra gli americani è “ti meriti l’America!”, diversi autori, riguardo agli italiani, parlano di “patriottismo capovolto”.
Gli italiani sarebbero più orientati a trovare i difetti della propria nazione piuttosto che i pregi. A testimonianza di questo ci sono gli usi del linguaggio comune, come osserva Bartoli:

“Espressioni come ‘genio italico’, ‘patria del diritto’, ‘primato italiano’, eccetera, hanno rovesciato esattamente il loro significato: prima esaltavano, ora deridono il sentimento nazionale. Non che manchino i motivi, i fatti, gli episodi, i personaggi per arricchire e popolare la tragica e grottesca epopea. Il nuovo pantheon che i patrioti capovolti hanno edificato per il loro culto è pieno di figure e di motti, e celebra date memorabili e imprese leggendarie. Anzi, è così denso di avvenimenti e di eroi che i suoi temi possono passare dalla descrizione entusiastica delle vergogne militari a quella della corruzione civile, alternando sapientemente il racconto della viltà degli italiani (vera o immaginaria) alla dimostrazione della loro incapacità di governarsi e a lasciarsi governare. Gesta Dei per italos. Questo modo di ragionare è diffuso, dove più dove meno, in ogni ceto, partito o gruppo perché ognuno trova qualche motivo di protesta e di risentimento contro la comunità nazionale… Da tutte le parti dello schieramento politico, così, le critiche più aspre, le denunce più insultanti, convergono nell’attacco contro l’astrazione chiamata Italia. ‘Questo Paese!’, ‘Che Paese!’ esclamano i critici, i denunciatori come se non fosse il loro Paese. De Grulle parlava della sua patria come di una persona viva e sacra: Notre dame la France. Per molti di noi, invece, l’Italia è diventata un diavolo, sia pure bonario il più delle volte. Le accuse muovono da punti di vista diversi, e diversi sono i fatti contestati, ma la violenza delle espressioni è pressappoco la stessa. L’unanimità si fa nella condanna senza scampo dell’Italia, cioè di noi stessi. La strana concordia nazionale sorge da stati d’animo e interessi contrastanti, ed è in realtà lo specchio delle nostre insanabili divisioni. Da essa non viene una manifestazione di solidarietà sia pure perversa: ne deriva un’altra serie di motivi di profonda lacerazione, attenuati soltanto dallo scetticismo alla fine trionfante in tutti e su tutto… Sostengo… che il tono del pessimismo trionfante è spesso eccessivo e odioso, e che, se si vuole salvare l’Italia, bisogna, prima o poi, rovesciare questa tendenza distruttiva.”(3)


Se questa considerazione è vera, occorre capire da cosa deriva e come influisce sui fatti del nostro Paese la tendenza italiana al pessimismo e ad avere uno scarso orgoglio italiano. Di certo ci sono parecchi giornalisti e pseudo-intellettuali che hanno sfruttato questa tendenza italiana per attirare l’attenzione e convincere. Nel panorama dei giornalisti e scrittori non è difficile trovare chi particolarizza la situazione italiana, la riduce alle beghe politiche e ad un gruppo di corrotti e mafiosi, di cui denuncia le malefatte, convinti che altri paesi, persino l’Albania, siano migliori del nostro. Non meno rari sono quelli (politici, giornalisti o scrittori) che vorrebbero risolvere i problemi italiani con le loro frasi dette senza approfondire la complessa situazione: “bisogna che ci sia un ricambio della classe politica”, “il cittadino deve essere attivo”, o “la classe politica è debole”, “siamo colpiti perché non c’è dialogo politico”, oppure "Serve un governo tecnico", ecc.
In questo libro si parla anche di come i problemi italiani vengono intesi dalle autorità, e di quello che i mass media non dicono, lasciando incomprensibili alcuni fatti importanti.
La domanda principale è: Perché uno dei paesi più belli del mondo, con un patrimonio storico, artistico, e paesaggistico che non ha eguali, è sempre più sceso in graduatoria persino nel settore del turismo?
E che dire del settore della moda, in cui l’Italia ha sempre primeggiato?
Perché l’imprenditoria italiana si trova così in difficoltà?
Cosa sta accadendo all’Italia?
Serve ancora chiedere, come fanno alcuni, un “ricambio della classe politica” o un “governo forte”?

Se approfondiamo, notiamo che c’è un settore che non soltanto non ha crisi, ma ha avuto un incremento enorme: da circa 14 miliardi del 2001 è salito a oltre 60 miliardi del 2010.(4) Si tratta del mercato italiano del gioco d’azzardo. Negli ultimi anni i giochi numerici (SuperEnalotto e WinForLife) hanno incrementato le entrate miliardarie, come tanti altri giochi.
Cosa sta succedendo per indurre milioni di italiani a credere che soltanto la strada della “fortuna” possa dare loro il benessere economico?
Cosa si sta vivendo oggi in Italia?
Quando la nostra attenzione va al passato, e vediamo le folle che osannavano Mussolini ci chiediamo: com’è stato possibile? Com’era possibile acclamare persino un annuncio di guerra?
Com’era possibile non accorgersi di quello che stava realmente accadendo?
Come potevano gli italiani dell’epoca essere così ignari e obbedienti al regime?
Il libro spiega come fu possibile tutto questo, provando che è più facile capire il passato che il presente, dovendo, nel caso in cui gli eventi riguardano le nostre vite, avere a che fare con la nostra situazione emotiva ed esistenziale.
Ogni popolo si trova in un contesto sociale, culturale, mediatico e politico, e dall’esterno riceve determinate informazioni e stimoli. E’ questo contesto ad avere potere nel determinare la comprensione degli eventi che accadono, inducendo a far propri determinati significati avallati dal mainstream e dalle autorità, o ad andare oltre.
Più un sistema è corrotto, più le autorità che giustificano e avallano quel sistema avranno bisogno di produrre significati divergenti dalla verità, producendo una serie di menzogne che hanno lo scopo di proteggere quel sistema.
Le domande che emergono sono: Quanti cittadini ad oggi sono spinti ad accettare ciò che non dovrebbero accettare? Quanti hanno il coraggio di ragionare in modo autonomo rispetto alle fonti ufficiali? Quanti sono disposti ad applaudire quel politico che appare autorevole, senza approfondire a chi realmente è asservito?
Il libro considera la specificità della situazione italiana, analizzando fatti storici e sociali, che permettono di chiarire eventi e scelte che determinano la situazione italiana dei nostri giorni.
I fautori del Risorgimento dicevano che bisognava “fare gli italiani”, dopo si è parlato di “fare l’Europa”, ad intendere quell’unità economica e finanziaria che oggi più che mai appare fragile, quando non pericolosa e inquietante.
Il libro analizza anche tutti i passaggi importanti che hanno condotto ad aderire all’Unione Europea, e le conseguenze che si ebbero. Mettendo a fuoco i fatti finanziari, economici, e politici più importanti vissuti dagli italiani negli ultimi decenni, è possibile capire appieno il significato della “crisi” degli ultimi anni, e soprattutto cosa sta accadendo nella società civile, e cosa potrà accadere in un futuro assai prossimo.


NOTE

1) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", Editoriale Nuova, Milano 1981, p. 41.
2) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/29/offensiva-di-fassino-rutelli-piu-riforme.html
3) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", op. cit., pp. 90-91.
4) Fonte: Quotidiano.net


ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE

- Come fu imposta l’ideologia fascista?
- Che tipo di società si ebbe in seno al fascismo?.
- Quali fatti importanti della Seconda guerra mondiale non sono stati detti?
- Cosa possono imparare gli italiani di oggi dalla conoscenza del periodo del fascismo?
- Chi erano realmente gli antifascisti?
- Quali furono le caratteristiche del dopoguerra dal punto di vista politico, economico e finanziario?
- Quali furono i fatti significativi della Resistenza?
- Quali sono i rapporti dell’Italia con l’Europa e il resto del mondo?
- Cos’è la Globalizzazione?
- Cos’è il neoliberismo?
- Quali sono i prodotti finanziari più diffusi e come incidono sull’economia?
- Quali sono gli avvenimenti più importanti degli anni Ottanta e Novanta?
- Quali sono le caratteristiche più importanti dell’Italia del nuovo millennio?
- Che effetti sta producendo la crisi del 2011 nel nostro Paese?
- Quali sono i potenziali degli italiani?
- Chi incassa il debito pubblico?
- Come agiscono e quali sono i Movimenti, i Partiti e le Associazioni che si sono formati in Italia negli ultimi anni?
- Che progetti di cambiamento politico, economico e finanziario esistono?



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